24
mar

Il suolo della pianura

Due domande alla geologa Miriam Cobianchi

Un provetto giardiniere fai-da-te deve conoscere alcune regole basilari per la cura del proprio verde. Tenuto conto del fatto che alcune piante richiedono un terreno acido oppure argilloso e che altre non sopportano il terreno calcareo, una delle prime domande che normalmente ci si pone è: che tipo di terreno ci sarà nel mio giardino?
Per aiutarvi a risolvere questo problema, ho pensato di rivolgere alcune domande alla Dott.ssa Miriam Cobianchi, docente universitaria presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia.

Che tipo di suolo c’è in Pianura Padana e in Appennino?

In Pianura Padana a sud del Po e al margine appenninico la tipologia dei suoli è diversa in funzione della storia geologica e geomorfologica dell’area.

Per quanto riguarda i suoli dei rilievi collinari dell’Appennino settentrionale, questi hanno un’elevata variabilità morfologica anche in funzione della composizione diversa della roccia sulla quale si sono formati.
Si trovano in genere su versanti a pendenza elevata e coperti da boschi di latifoglie. Si sono formati su di un substrato di rocce compatte a composizione diversa, di norma ricchi in calcare. Sono interessati da vigneti, boschi cedui o seminativi.

Scendendo di quota, su superfici morfologiche inclinate verso nord (antichi terrazzi), si trovano suoli limoso-argillosi che si sono formati per alterazione di depositi fluviali durante le antiche glaciazioni. Sono di colore bruno-giallastro con screziature grigio-chiaro e nere, a granuli fini e ricchi di materia organica e di argilla. Di norma hanno basse capacità di drenaggio, scarsa permeabilità e alta capacità di ritenzione idrica. Sono usati per vigneti e seminativi.

Nella parte di pianura dei torrenti appenninici, su superfici comprese tra i terrazzi antichi e le aree inondabili vicino ai corsi d’acqua, si trovano dei suoli argillosi che sono formati su depositi fluviali costituiti da limo. Questi sono bruno-grigiastri, grigio oliva e giallo-brunastri, con grani fini e argilla. Sono usati a seminativi.

Nelle aree inondabili del fiume Po vi sono suoli limosi formati su sedimenti fluviali calcarei, a grana media (limi) e talvolta grossolana, di colore bruno, oliva chiaro; sono moderatamente calcarei. Questi suoli hanno uno spessore di più di 100 cm, con la falda idrica, ovvero acqua permanente, a partire da 180 cm. Hanno drenaggio lento, permeabilità moderatamente bassa e capacità di ritenzione idrica molto alta; sono usati per seminativi.
Le fonti di queste informazioni sono carte pedologiche e pubblicazioni della Regione Emilia Romagna e Lombardia.

Hai qualche trucco da consigliarci per riconoscere la natura del terreno del nostro giardino senza fare complicate analisi?

Riconoscere la natura del suolo richiede una certa esperienza, empiricamente si può osservare la granulometria, cioè se è fatto da grani piccolissimi, non visibili a occhio nudo (limoso-argilloso) oppure se i grani sono visibili a occhio nudo (terreni sabbiosi).
Possiamo valutare la permeabilità di un suolo versandoci sopra acqua e osservando in quanto tempo il suolo l’assorbe e sino a che profondità è penetrata.
Infine l’acidità o alcalinità (basicità) di un suolo andrebbero misurate: in genere – ma è una semplificazione – i suoli più grossolani (sabbiosi) sono mediamente acidi, quelli più fini basici.

Fonte immagine: santagiustina.com

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